Solitudine
Su una panchina, sotto cenci
dalla trama disumanizzata,
un corpo giace.
Sui balconi contrastano
le rose dai delicati effluvi.
Durerà poco la loro bellezza,
contemplata da occhi di rugiada,
e solitudine donerà al corpo la notte.
Un cane, anch’esso randagio,
accanto a lui riparo trova,
quasi a dare e ad avere compagnia.
Ossa dolenti all’alba del mattino
si porgeranno e rose quasi sfiorite.
E la giostra continuerà il suo
consueto giro, chissà per quanto!
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Commenti (1)
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Patrizia Muttoni14 novembre 2017
La tristezza di una vita allo sbaraglio, senza fissa dimora. Finirà un giorno, chissà. Stanchi del vivere forse sono un po’ santi col profumo di rose che hanno addosso.
