Il dolore della persecuzione

Mi chiamo Elisabetta Randazzo e vivo in Sicilia, a Bagheria. Da piccola amavo stare in compagnia di mio nonno, Antonio Landolina, amavo stare con lui perché tra le altre cose era anche un Cantastorie e m’incantavo ad ascoltarlo. Non credevo di poter scrivere, in quel tempo… ma con il passare degli anni sentivo cresce
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Urla il silenzio di donne oppresse e sfruttate da questi esseri infami che con gesti ed azioni violente opprimono donne sempre più indifese ... non sono uomini ... non sono neppure animali i quali nel loro comportamento non hanno ambiguità, mentre invece questi uomini col loro comportamento scriteriato offendono anche il genere umano tutto. Una poesia denuncia di comportamenti che mancano di "umanità".
Quale immenso errore credere che” femminicidio” sia solo l’ atto finale e conclusivo di un orrendo fenomeno cancro dei nostri tempi. La violenza vien dalla mente dalla nostra educazione da ataviche leggende tramandate da padri in figlima nel frattempo le donne …muoiono. Un corpo ammazzato ma ancor di più un ‘ anima violentata da un amore assente. Occorre quella sentimentale giusta e nutriente educazione per capire che una donna è una donna che ella non si contrappone all’uomo……ma lo integra lo completa lo migliora lo intenerisce duramente. Lei è il guanto di velluto da indossare su un pugno diferro. Questo il pensiero che ha provocato questa dura poesia/denuncia.
L’indifferenza uccide ... indifferenza complice delle mostruosità che colpiscono povere donne indifese... donne di tutte le età .Non è un uomo colui che commette atrocità senza senso ... chi alza le mani e sottomette la Donna con violenze fisiche e psicologiche ... violenze che squarciano l’anima e rendono le donne schiave sotto tutti i punti di vista... Una poesia denuncia che può e deve far riflettere .Intanto leggi severissime per chi commette reati di questo tipo ... senza stupidi sconti di pena.



