L’astore
Peppe Cassese
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Tu sei la mano aperta sul profondo
il giorno mio dannato più rotondo
il vuoto che ricolmi senza invito
col tuo bisogno al dente ben nutrito.
Tu sei il vento che scaccia via le nubi
il coro della fede che mi rubi
il genio della lampada acciarino
il verso del mio canto libertino.
Tu sei il gran mago dei miei giorni tristi
il cielo con i lampi più imprevisti
la notte che sa sempre cosa fare
i panni sporchi e triti da lavare.
Tu sei l’amico il più caro e vero
un bruco con due ali battagliero
ed anche a mille miglia col tuo astore
raggiungi in un istante il mio equatore.
©
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L'autore
Peppe Cassese
Commenti (2)
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Stefano Drakul Canepa24 novembre 2017
L’autore ci spiega cos’è per lui l’amicizia con la sua solita maestria nello sciorinare versi e rime. Impeccabile
L
Loretta Zoppi26 novembre 2017
Un amico sa esplorare, colmare e se serve anche devastare il nostro male interiore. È sempre con noi, per noi come un diamante il canto improvviso... un impeto il suo lontano volo. Un verso da condividere per far sognare. Complimenti

