Dammi un arcobaleno
La china è seminata di parole
ribelli che non vogliono postarsi
per dare un senso al cuore,
non lasciano partire la poesia
dolce dell’amore,
sostano accatastate sulle rive
della tastiera, profughi in attesa
senza patria sul ponte di un barcone
che una parola abbeveri le notti.
Su cuscino inzuppato
nuovi volti trascorrono la scena
si alternano a mutare di stagioni
perciò si affaccia trepido al mio cuore
il tuo silenzio
e mi conduce a immagini di velo.
Mi manca la tua voce,
mi mancano i tuoi occhi
per tuffarmi nel profondo mare...
Vediamoci ti prego,
vorrei vederti e piangere.
Dammi un arcobaleno
come sereno e pioggia
per ravvisarti almeno nei colori.
©
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