L'uomo senza colpa
L’uomo senza colpa
conosce il nichilismo
intriso di passato
attraversa il pessimismo
nei corridoi di linoleum
e rovista gli ultimi istanti
lasciati a perdonare
la rabbia degl’erranti
un pubblico inatteso
cammina distratto
dietro l’uomo che applude
alla chiusa del suo ritratto
l’uomo senza colpa
si scaglia contro la letteratura
e alla sua critica mancata
il pubblico non capisce la stesura
qualcuno strappa il biglietto
come si strappano risa
ai visi non abituati
brucia quella calma
che avvisa le nuvole
prima della pioggia stanca
ma l’uomo senza colpa
non indossa il riparo
e la fatica della miniera
la terra dal sapore amaro
il pasto razionato
cammina tra la pioggia
contando le gocce deserte
inutilmente scopre
il semplice delle finestre aperte
che sfoggiano le luci delle lampare
il pubblico si sta spopolando
l’uomo senza colpa
è popolato di niente
di idee mai avute
di ricordi persi nella mente
occhi volati tra i gabbiani
braccia a cercar le mani
a cercar le cose affogate
nei lontani mai trovarsi
il pubblico è deluso
ma forse non han capito
l’uomo senza colpa
il suo essere stato tradito
dal destino senza svolta
e la sua pazzia
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L'autore
Sincity
Commenti (2)
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Zima19 novembre 2007
è un po' la storia di un teatrante o di un poeta inascoltato... tra l'ironico e il veritiero... molti i passaggi da sottolineare ma riporto qui l'immagine che più di tutte mi è piaciuta, una similitudine che spiazza: ”qualcuno strappa il biglietto come si strappano risa ai visi non abituati ” sorprendente e bellissima... poesia da leggere molte volte, da scoprire, da capire, da apprezzare. se posso: metterei forse una sola virgola nella terzultima strofa che appare troppo lunga e senza pause, precisamente a ”gocce deserte”.
Alessandro Castellarin19 novembre 2007
Il mondo non è stato creato una volta, ma tutte le volte che è sopravvenuto un artista originale... bellissima lirica la tua!


