Tra i petali e le spine di una rosa selvatica
Sono sempre le stesse cose
gli stessi gesti
gli stessi tramonti
ed io mi trascino come un verme
in questa terra di escrementi.
Sono sempre le stesse parole
le stesse vertigini
gli stessi esempi
ed io vorrei sputare l’ultimo pezzo di cuore
che ancora mi rimane
tra la lingua e i denti
l’ultimo pezzo
che ancora non si è sciolto
e sopravvive nell’acido delle vostre menzogne.
Io ci ho provato a lasciarmi integro
perdio se ci ho provato
ma questa verginità è appesa a un filo
e presto arriveranno anche i corvi
a nutrirsi del sangue infetto.
Ti prego, tienimi le mani
allontanami dal trasformarmi in licantropo
anche se la pelle squama
e cerco lune da graffiare.
Almeno tu comprendimi
o dammi parole di conforto
questa metamorfosi dilania
ed è trasfusione d’alienazione.
Almeno tu accettami
accetta il mefisto della mia coscienza
ricurvo e con la testa tra le mani
assisto inerme alla transumanza
di un’anima sincera
che ormai s’è sparpagliata
tra i petali e le spine di una rosa selvatica.
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Commenti (1)
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Sara Acireale15 dicembre 2017
Bisogna provarci sempre a mantenersi integri anche se attorno c’è il deserto dell’anima. È difficile in una società che ha perduto i valori ma non impossibile. Siamo rimasti in pochi ormai ma... chissà! Forse qualcuno potrà ancora seguire queste orme.
