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Poesia 26 dicembre 2017 · lettura 1 min · 609 letture

Spelacchio

E
Eugenio Zoppis 53 poesie pubblicate
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Fra li borbottii de’ sta Roma invernale ce stanno quelli sull’abbete de Natale: non j’è piaciato a sta ggente senza core er lukke (1) de n’arbero che mmore pe’ porta’ la festa e un soriso, come Cristo pe’ dacce er Paradiso. Li probblemi ce stanno, tutti seri, nun c’è lavoro né salute, tanti poveri, bollette care, pochi servizzi comunali: ...quelli si che so’ li veri mali. Però a Natale armeno ... soridete, guardate li addobbi su l’abete, ste’ luci a festa, ... quanto so’ belle come le vedo anch’io, ne la notte che ce ricorda quella in cui andiede a Betelemme ‘na gran stella, mossa da ‘mordeddio (2) che move er sole e l’artre stelle (3).
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L’albero più chiaccherato della Citta’ Eterna ha stimolato sentimenti fra la compassione e la simpatia. La composizione elabora questi pensieri, attraverso note di buon senso per concludere con una riflessione più alta. Note sul linguaggio: (1) Globalizzazione e romanizzazione: dall’ inglese “look” che significa “aspetto” (2) Amor di Dio (3) Citazione, Dante, Divina Commedia / Paradiso XXXIII, 145, … romanizzato.

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Eugenio Zoppis
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