L’eco infinito della spirale
Ti perdi
nella sua danza racchiusa
ammaliatrice e chioccia
nel disegno dei suoi capelli
raccolti in una treccia finita
che raccoglie trecce infinite.
E scorri, le tue mani
senti le onde senza freno
rinnovano le cime
senza sforzi senza pugni
perdi capi dei suoi tentacoli
ti perdi ancora, godendo.
E passi, come passa il tempo
chiudendo ogni attimo
dentro di sè
che è il fine è il vertice
il suo punto più stretto
l’eco dell’infinito.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
a
avidadiva10 gennaio 2018
Anche se intrisa di lirismo, ciò che apprezzo di questa poesia è l’impalpabilità dei versi, il tratto etereo delle immagini.