Dalle finestre d’agosto
Si vestono le finestre
nel tardo meriggio d’agosto
di sguardi accaldati e indolenti
di mani stanche sulle fronti inquiete.
Piccoli voli nel cielo di piombo,
graffiano l’orizzonte uguale e fisso.
Tra le case serrate
e i vicoli deserti
s’agitano chiaroscuri e rumori -
di foglie che rotolano piano
nell’alito caldo del vento,
di gatti che miagolano alla sera
che torna.
Stanno così, i vecchi,
a pensare ai figli lontani
mentre lontano una campana chiama.
Strusciano i passi
la povera borsa al petto serrata,
un segno di croce, un inchino abbozzato
le mani giunte sul cuore,
gonfio d’un pianto legato alla gola.
E restano così i vecchi - e soli -
nell’ora del tardo meriggio,
nell’ora dei vespri in agosto,
morendo un poco ogni sera che torna.
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L'autore
Franca Canfora
Difficile parlare di me, dirvi chi sono con poche parole. Franca in fondo è solo una semplice sognatrice, per la quale la poesia è passione, voglia di raccontare emozioni, gioie, dolori, ma anche cura dell’anima. Per questo lascio aperta la porta del cuore, lasciando che a parlare sia proprio lui, il centro del mio mon
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Bellissima! Complimenti, podio meritatissimo! (Cinzia Gargiulo)
Commenti (2)
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Cinzia Gargiulo17 gennaio 2018
Una poesia che tocca le corde dell’anima, delicata come una carezza ma che scuote riportando alla mente la solitudine di tanti anziani che hanno dato tanto ai loro figli e poi si trovano ad affrontare la vecchiaia senza il loro aiuto. C’è un forte lirismo nei versi di questa autrice che sempre riesce a colpire.
a
alida3413 marzo 2018
dolce, romantica, descrittiva con sentimento, in una parola poesia.
