E se mi perdessi questa notte?
Oh, no mia dama.
questa notte tu m’apparterrai.
Sarai di modellabile cera
e colante miele.
Io non appartengo.
M’accomodo nel ventre.
Non sono che il fumoso inverno.
Che ti sputa l’alba ogni giorno.
Tu nuoterai nei miei silenzi.
Sarai il gemito che mi fa divenire fuoco.
Tu sarai mia.
Che sia giorno o che sia notte.
Striscerò rasentando la carne.
Sarò vena purpurea.
E sarò nuvola a mischiarsi a lacrime.
Sarò una geisha del tempo.
Tu sarai morbida lingua.
Sul letto che si fa roseto.
Tu sarai il mio disegno imperfetto.
Impazzirò nel tratteggiarti.
Impazziranno le mi mani a volerti.
T’apparterrò.
Tu sai.
Non avrò che te nel mio corpo.
Te inciso sul corpo.
Come un rampicante.
Che tintilla l’anima mia.
E nella vergine mattina saremo
il fuoco che illumina.
E brucia solenne.
Saremo unici.
E indivisibili.
©
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Commenti (1)
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J
Jmarx21 novembre 2007
una poesia che si abbellisce nel suo essere prosastica. davvero intensa. forse troppo per questa dimensione? il titolo la dice lunga sulla paura che la chiusa rimanga una speranza. ma chissà. di doman non v'è certezza