Discriminazione e dipendenza
Vito Marco Giuseppe
163 poesie pubblicate
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È da molto che ti osservo,
provo un senso di pena e rabbia,
vorrei almeno parlarti,
ma tu sei assente, non mi senti.
Distesa e abbandonata
su una panchina isolata,
dimenticata, derisa...
Derisa dagli occhi del pregiudizio,
da anime senza amore né giudizio.
Fissi una nuvola in lontananza
con sguardo assente, vuoto, perso...
Vittima della tossicodipendenza
che ha depredato i tuoi sogni, la speranza.
Persa nei tuoi incubi, cerchi una flebile luce
di una vita passata ormai smarrita;
tenti di reagire, di curar le tue ferite,
vorresti... ma non puoi, non ce la fai.
Quanta indifferenza tra noi umani,
tutti proiettati verso il domani.
Nessuno ti considera né ti aiuta,
intorno a te non si apre nessun varco,
ignorata nei giardini di quel grande parco,
intrappolata come nella gabbia di un circo.
Ti prego, trova una ragione per vivere,
non mollare, stammi a sentire!
Non posso aiutarti se non provi a reagire!
Magari un giorno ti sveglierai
in un campo di fiori pronti a germogliare
distesa al sole pronta a ripartire.
©
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L'autore
Vito Marco Giuseppe
Commenti (1)
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Stefana Pieretti16 gennaio 2018
tema forte e attuale in questi versi una spinta a vivere, uno stimolo di speranza di uscire da quel tunnel buio e vuoto

