65 lettori online · 362.837 poesie · 7.971 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Pagina personale demetrioamaddeo.clubscrivere.it — spazio del socio sostenitore
Home Poesie Ribellione
Ribellione 17 gennaio 2018 · lettura 2 min · 1207 letture

Beati voi

D
Demetrio Amaddeo 656 poesie pubblicate
+ Segui
Beati voi che siete sempre contenti non conoscete malinconie e non sognate tradimenti. Beati voi che siete illustri poeti addobbati come alberi di Natale che scrivete versi come costruite presepi e credete ancora alle fate. Beati voi che vi specchiate nel limbo della pace non avete occhi di tormento e non vi lasciate mai trasportare dal vento. Beati, beati siete Angeli tra i peccati svolazzate tra stelle e vetrine illuminate sorridenti sotto maschere d’argento perché v’illude ancora il Dio silenzioso del Nuovo e dell’Antico Testamento. Ma ditemi come fate come riuscite ad incastonarvi tra i Vangeli avete ancora la pelle avete ancora la forza di allontanare i vermi dalla fossa? Io ho ginocchia scorticate carne di polistirolo e sangue raggrumato sotto la lingua ho stimmate sulle tempie e pensieri che mi fanno tremare perché il domani non porterà niente di buono i muri della mia casa stanno cedendo piano piano e dietro la porta c’è Lucifero che non rispetta il pianto lui esegue gli ordini dal Supremo Inferno ed io domani sarò l’anello mancante la quintessenza, il quinto elemento.
♥ 0 💬 1
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
D
L'autore
Demetrio Amaddeo
Tutte le opere →

Commenti (1)

Accedi per lasciare un commento.Accedi
A
Antonio Terracciano17 gennaio 2018

Apprezzo Demetrio Amaddeo, perché è un poeta "diretto": ha il coraggio di non interporre schermi tra la sua verità e la sua poesia. La maggior parte di noi (me compreso) scrive le sue opere in modo "indiretto", cioè proteggendosi (mediante un certo stile, la metrica, l’ermetismo, il simbolismo e qualunque altro mezzo) dall’espressione cruda di tante idee che gli passano per la testa, per non soccombere alle troppo amare realtà veicolate da tante vite umane, per conservare un certo equilibrio, che la visione e la descrizione diretta della Cosa (come la chiamava lo psicoanalista Lacan), cioè del vuoto, del nulla, dell’assurdo, rischierebbe di alterare pericolosamente.