Beati voi
Beati voi
che siete sempre contenti
non conoscete malinconie
e non sognate tradimenti.
Beati voi
che siete illustri poeti
addobbati come alberi di Natale
che scrivete versi come costruite presepi
e credete ancora alle fate.
Beati voi
che vi specchiate nel limbo della pace
non avete occhi di tormento
e non vi lasciate mai trasportare dal vento.
Beati, beati
siete Angeli tra i peccati
svolazzate tra stelle e vetrine illuminate
sorridenti sotto maschere d’argento
perché v’illude ancora il Dio silenzioso
del Nuovo e dell’Antico Testamento.
Ma ditemi come fate
come riuscite ad incastonarvi tra i Vangeli
avete ancora la pelle
avete ancora la forza
di allontanare i vermi dalla fossa?
Io ho ginocchia scorticate
carne di polistirolo
e sangue raggrumato sotto la lingua
ho stimmate sulle tempie
e pensieri che mi fanno tremare
perché il domani non porterà niente di buono
i muri della mia casa
stanno cedendo piano piano
e dietro la porta c’è Lucifero
che non rispetta il pianto
lui esegue gli ordini dal Supremo Inferno
ed io domani sarò l’anello mancante
la quintessenza, il quinto elemento.
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Commenti (1)
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Antonio Terracciano17 gennaio 2018
Apprezzo Demetrio Amaddeo, perché è un poeta "diretto": ha il coraggio di non interporre schermi tra la sua verità e la sua poesia. La maggior parte di noi (me compreso) scrive le sue opere in modo "indiretto", cioè proteggendosi (mediante un certo stile, la metrica, l’ermetismo, il simbolismo e qualunque altro mezzo) dall’espressione cruda di tante idee che gli passano per la testa, per non soccombere alle troppo amare realtà veicolate da tante vite umane, per conservare un certo equilibrio, che la visione e la descrizione diretta della Cosa (come la chiamava lo psicoanalista Lacan), cioè del vuoto, del nulla, dell’assurdo, rischierebbe di alterare pericolosamente.