Cuore in cancrena
Ho cercato in tutti i modi di salvarti
di salvarmi
e ti ho afferrato anche dai capelli
per non farti sprofondare
nell’assurdo teorema del tempo
degli anni e degli inganni.
Con forza volevo trascinarti
al di là del fiume
dove muoiono gli amanti
i sogni e le maree
dove la realtà è pasto per i lupi
e la solitudine un miraggio
nell’intreccio di mani tremolanti
e dei capelli bianchi
dentro gli occhi stanchi
a scrutare la mia fine.
Hai scelto la terra ferma
il fosso dentro il fosso
ed io adesso in questa pergamena
scrivo ancora di un cuore in cancrena
filosofeggiando i lutti
di uno stupido poeta.
E adesso io non so
dove sventola d’illusione la tua vela
ma so di me, di questa pena
che s’infrange tra gli scogli
mentre m’illumina il coraggio
una finta luna
una luna ambigua
quasi perversa.
©
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La bacheca della poesia
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IL tempo che incalza tormenta e diventa palpabile. (Benito Ciarlo)
E’ un privilegio leggere poesie così! (Patrizia Ensoli)
Una delle tue più belle e incisive... (Antonio Biancolillo)
Commenti (1)
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Antonio Biancolillo19 gennaio 2018
Poesia profonda nell’espressione e considerazione oggettiva... L’angoscia derivante dalla consapevolezza di pene infrante su scogli... sogni che pur essendo vivi nell’animo... razionalmente si vedono sempre più distanti... Lo specchio inevitabilmente riflette sempre sogni sfumati... possibilità perse nel tempo che incalza sempre... fino all’ultimo quando tutto infine svanirà..."filosofeggiando i lutti di uno stupido poeta"... E poi ancora e ancora... tra immagini dipinte con il colori della poesia... a far diventare un’opera di prestigio questa bellissima introspezione nella sua distaccata tristezza. Molto apprezzata...
