Oliere stregate
danzano su tavole imbandite a festa
oliere stregate dai becchi adunchi
nella sala stretta di una casa modesta
girano contorte come flessuosi giunchi
panciute si aggirano come zingare gitane
tra piatti e portate tovaglioli e posate
fra ospiti, donne e vecchie cortigiane
in mezzo a metallici rumori con mille risate
imbrattano piatti e tovaglie usurate
piangendo commose lacrime gustose
passando di mano spesso agitate
in strette virate veloci, affanose
Le oliere stregate chi sono codeste?
Le nostre incertezze le nostre passioni
Le danze dell’anima le nostre proteste
Il resistere ipocrito alle nostre ammissioni
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La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Deliziosa e piacevole questa bella poesia! (Daniela Zarriello)
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