I nodi - 8 (Adolfo e la Shoah)
Peppe Cassese
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Nei nodi della storia
Adolfo si è specchiato
e aprendo i suoi bordelli
nel male si è tuffato
convinto che la razza
da mitica è bastarda
se fuori dal suo sangue
la gente si bombarda
col passo cadenzato
portato avanti e indietro
per cucinare in bianco
un mondo alquanto tetro
scolpito sopra il marmo
del muro di Berlino
essendo il nano teutone
di mente piccolino
da quando appena infante
col gas della sua mamma
s’intossicava il cuore
avendo già in programma
di calpestare l’alma
e i calli dei plebei
essendo stato a letto
con tutti gli altri dei
e ci servì una strage
migliaia di confratelli
perché voleva avere
soltanto bimbi belli
azzurri ed occhi biondi
col magico pennello
così con sei milioni
lui fece un gran macello
scegliendo e raccogliendo
in casa sua ed intorno
la gente deputata
a stare dentro un forno.
Ed ora chi lo scorda
quel figlio di nessuno
che il giorno ventisette
si accorse d’esser bruno?
©
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Peppe Cassese
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Commenti (3)
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Stefano Drakul Canepa29 gennaio 2018
amara, graffiante, ironica sulla tragedia... ma scritta con grande maestria. B r a vi s s i m o
L
Loretta Zoppi30 gennaio 2018
Versi veri, chiarificatori come nodi venuti al pettine! La storia si fa giudice e boia. Altre parole non servono per commentare questa splendida poesia! Complimenti
R
RitaLM30 gennaio 2018
Grande performance storica, in un modo tutto personale, che ti nrende unico. Grande capacità di affronatre un tema così maledettamente serio con sana ironia.

