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Ribellione 22 novembre 2007 · lettura 2 min · 1395 letture

La porta sbarrata

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Ho paura. C’è la notte, scura, là fuori. Mi entra nella mente che vola via, distante, verso il cielo... Ma nessuno raccoglie e protegge i miei pensieri. Io la vita la sento e mi fa male, legata ad un ricordo irrigidito. La intravedo oltre il buco quadrato che fa entrare le stelle. Qualche avanzo di luna carezza la mia pelle dolcemente avverto la sua pena inutile e lontana. Accucciato nell’angolo più nero mi nascondo ai rumori in questo buio freddo denso di strani odori. Sento altri respiri in qualche posto che non so capire ma non voglio dormire nella scatola chiusa numerata dalla porta sbarrata. E mi muovo a fatica qualcosa mi impedisce di parlare vorrei gridare forte il mio dolore ma tremo di terrore. Nessuno deve accorgersi che esisto confuso tra le speranze smarrite. Rabbrividisco in fondo al mio silenzio leccandomi piangendo le ferite. Scorre lento quello che chiamano tempo per me troppo veloce in una calma atroce destinata a finire. Socchiudo gli occhi e affondo nella pace di chi non ha commesso nessun torto. Prima che torni la luce e quell’uomo mi tocchi spero di essere morto.
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Ogni giorno, ogni ora, centinaia di creature innocenti pagano il prezzo della crudeltà umana... Basta.

L'autore
Leaf

Marina: un nome un destino... Nata tra le nebbie milanesi, sono approdata, seguendo il vento del caso, in una piccola città di mare, all'estremo ponente ligure. Da sempre innamorata delle parole, qualsiasi forma assumano, ne ho fatto ragione di vita e professione. Laureata in architettura, lavoro da sempre nel campo

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Commenti (1)

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O
Oliviero Angelo Fuina22 novembre 2007

Davvero da leggere e rileggere per cogliere ogni frammento di scheggia emotiva che si conficca nell'anima. Poesia che nella sua lucida strada di curve dolorose strazia ed aliena. Alienazione di un innocente che deve rassegnarsi e cercare nei silenzi risposte che non possono esserci. Dolore di un Poeta d'elevata sensibilità ed eccelsa penna che traspare da versi scritti intingendo nel calamaio rosso sangue di una coscienza splendidamente sensibile. Grazie.