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Sociale 4 febbraio 2018 · lettura 1 min · 1264 letture

Non c’è più religione!

A
Antonio Terracciano 1000 poesie pubblicate
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La vera religione (ce lo dice della parola l’etimologia) è il trovare legame, analogia fra tante cose, un’unica radice. Ed invece, nel mondo ch’è moderno, più non esiste questa religione, sconfitta dalla specializzazione, dal sapore attraente e molto odierno. Sono oramai scomparsi quei dottori che con attenta visita scoprivano quasi tutti quei mali che colpivano l’uomo, guardando il dentro dal di fuori. E quando un insegnante (è capitato) vuole allargare un poco il suo discorso, dai propri alunni del suo stesso corso è riportato dentro il seminato. Dei politici senza fantasia parlano sempre degli stessi temi, imparati a memoria, ed i problemi trattano senza minima poesia. Non c’è più religione in questo mondo, c’è poca connessione tra le cose, che al contrario sarebbero armoniose se unite da un legame più profondo!
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Secondo una (anche se contestata) ipotesi etimologica (avanzata da Lattanzio e Tertulliano), la parola "religio" ("religione") potrebbe essere derivata dal verbo "religare" (" (col) legare") (cfr. "Le parole d’oggi", di Emidio De Felice, ed Arnoldo Mondadori, Milano, 1984, pag. 60) .

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L'autore
Antonio Terracciano

Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'

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Davvero, non c’è più religione... come canta Vasco! (alias Marina Pacifici)

Commenti (4)

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sergio garbellini4 febbraio 2018

Una poesia all’insegna della saggezza e della comprensione umana, versi che polemizzano chiaramente e direttamente con l’andamento di questa vita e di questo mondo, dove tutto è artificioso, senza più quel concetto umano e rispettoso che ha perso i suoi principi fondamentali. L’Autore, come sempre alquanto profondo nelle sue analisi non disdegna di mettere davanti allo specchio tutte le pecche dell’essere umano, non c’è più davvero religione in questo modo di vivere, sacrosanta verità.

Umberto De Vita4 febbraio 2018

Poesia sociale che rispecchia alla lettera il pro e il contro. E’ vero come dice il poeta: non c’è religione. Ottimo testo.

Galante Arcangelo4 febbraio 2018

Difficile comprendere un significato, che si avvale di una manifestazione che, nel tempo, certamente si è mutata. Eppure, l’autore, in modo diaristico, spinge il lettore a considerare la duplicità dell’aspetto, inerente l’argomento intavolato. Ottime considerazioni, proposte sapientemente, sulle quali meditare a fondo, in cerca di una verità, possibilmente più vicina alla realtà dell’oggi. Testo piaciuto ed assai apprezzato!

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gabriele vacca5 febbraio 2018

Oltre alle bellissime rime, il contenuto dell’opera, rispecchia la sensibilità del vero poeta. Molto interessante, scorrevole e piacevole. Bye bye