Sono un figlio di Dio o un figlio di
Sono un figlio di Dio o un figlio di puttana?
Forse sono figlio di una sottana
al profumo di lavanda;
sicuramente sono figlio di madre
di un Angelo, una fata.
Sono figlio dei fiori o figlio dei colori?
Forse sono il figlio delle picche
delle mie ripicche
anche se avrei preferito per onor di rima
essere il figlio dei cuori
ma figlio di picche nel contesto è più appropriato.
Sono figlio dello stato o il figlio di nessuno?
Forse sono figlio delle stelle
del cielo, della pioggia, delle caravelle
perse nell’oceano salato
nel boccheggio del mio Io inquinato.
Sono figlio di questa terra o figlio della guerra?
Forse sono figlio di mio figlio
di un taglio di smeriglio
figlio della tomba, della tombola, di una parabola
figlio della fogna.
Sono figlio dell’amore o figlio di un orgasmo?
Forse sono figlio di un respiro
del pianto e della luna
sono il figlio dell’ago di una cruna.
Sono il figlio di una preghiera o figlio di una chimera?
Forse sono figlio della corrente
del mare e del niente
sono figlio del mondo del vado e ritorno
figlio delle mie madonne.
Sono figlio del piacere o di un mancato aborto?
Forse sono il figlio della storia
sono il contorno di un mondo che gira a memoria
ma sono anche figlio di un padre inascoltato
di un padre generoso, egoista e operoso.
Sono figlio del sole o figlio del vento?
Forse sono il figlio della nebbia
della gabbia e della rabbia
sono figlio del pentimento
ma sono pure figlio e soldato
figlio della placenta e della tormenta
sono un figlio che si sgomenta.
Ma è anche vero che di qualsiasi figlio io sono
sicuramente sono un figlio silenzioso...
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Le sensazioni lasciate dai lettori.
magari figlio dell’ostinazione, quella sana (Patrizia Ensoli)
e non da ... Figlio di un ideale, non sarebbe male (Patrizia Ensoli)
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