Senza titolo
Nei prati della luna
spontanee crescevano le rose
nei fondali dei nostri cuori
i gigli e le maree.
Adesso invece è tutto quieto
il mare, il vento e le parole
e appassiscono le azalee
su queste palizzate.
Eppure
mi ero aperto il petto
per fare entrare te e il tuo dolore
rinunciando a me
al sogno e all’inferno conquistato
nelle notti senza nome
mi sono prostrato come un peccatore
scorticando le ginocchia
il fianco e il mio ardore.
Eppure
ti avrei accettata anche puttana
ma il tempo dei poeti
è definito
ieri ero cavaliere
oggi un puntino perso nell’infinito.
Non tornare
ho chiuso le persiane sul quel mare
da dove vedevo l’azzurro
e noi
due naufraghi
a navigare l’impossibile.
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Le sensazioni lasciate dai lettori.
Buon sabato Demetrio ... (Patrizia Ensoli)
Commenti (1)
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Patrizia Ensoli17 febbraio 2018
Chiare e imponenti le metafore scevra da ogni orpello arriva dritta dritta all’emozione. Particolarmente piaciuti i versi: mi ero aperto il petto per far entrare te e il tuo dolore rinunciando a me al sogno e all’inferno conquistato ... In amore mai rinunciare a se stessi! Detto questo, è anche la più grande prova d’amore!
