Quei passi
Paolo Ursaia
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Si passeggiava un tempo
senza far rumore
nel fresco dell’alba,
guardando oltre;
ricordo ancora
da quest’apparente distanza
il tumulto e lo strepito
che la silenziosa solitudine
ammantava lieve
di una strana nostalgia
fatta di futuro già vissuto,
quasi già sapessi.
Ci sono viaggi
che ti lasciano come un sacco vuoto
e quello che eri non esiste più,
niente lo sostituisce;
questa la vita,
che più impari
e più scopri di ignorare
di voler sapere.
Il bagaglio sulle spalle
appiattisce la memoria
e non trasuda tristezza,
ma gioia d’aver vissuto.
©
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L'autore
Paolo Ursaia
Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
carissimo come stai? (Rasimaco)
Commenti (1)
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Rasimaco24 febbraio 2018
Lirica intensa da cui emergono ricordi di un qualcosa che era agli inizi, note che solo la poesia quando sgorga spontanea riesce a trasmettere. Ora, però, quel qualcosa che si delineava in disegni di vita sembra essersi spento. Non si smentisce mai l’autore di questi versi che nel suo consueto modo di poetare asciutto, fluido ed essenziale trasmette il suo pensiero. Piaciuta ed apprezzata.

