Voglio giocare non morire
Mi chiamo Elisabetta Randazzo e vivo in Sicilia, a Bagheria. Da piccola amavo stare in compagnia di mio nonno, Antonio Landolina, amavo stare con lui perché tra le altre cose era anche un Cantastorie e m’incantavo ad ascoltarlo. Non credevo di poter scrivere, in quel tempo… ma con il passare degli anni sentivo cresce
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Anche Eli ha la sicurezza che non ci siano più i sogni di prati verdi e di mamme desiderose di dare baci ai propri figli mentre dormono, anche Lei vede il grigio del male moderno dovuto alle infami e imparari guerre fatte con armi alla mano, troppo vera, incantato.
Il disincanto è ormai di dominio pubblico e nemmeno più animi sensibili e sognatori riescono a vedere cieli azzurri dietro le nuvole. Anche questa poesia invita ad una profonda riflessione arrivando dentro con la forza delle stesse bombe esplose nel suo interno.
il disincanto purtoppo prende sempre più vita nelle nostre anime, bellissima la chiusa
Sembra quasi un destino che i bambini devano soffrire per diventare uomini. Questa tua bella poesia, me lo ripropone.
”In questa terra che tace e subisce... ”splendida chiusa che denuncia l'ipocrisia del mondo di fronte allo scempio che si compie sulle esistenze di milioni di piccoli bimbi... indifesi.


