Una poesia? No meglio di no!
Una poesia?
Ma come adesso su due piedi?
No vi prego, non mi chiedete questo
adesso non mi va
non mi va di scrivere baggianate
ho solo voglia di farmi due risate.
No e poi no, non mi va
non mi va di scrivere della luna
dell’amore, del dolore
del mare infinito dei girasoli.
E poi vi pare
che arrivi così l’ispirazione?
Come se niente fosse
come un rutto, un peto
o un colpo di tosse.
Io scrivo al buio del mio tormento
nel tarlo che mi corrode il cervello
io scrivo per liberarmi del fardello
sputando l’amarezza
e la mia mancata certezza.
Scrivo e affogo
nella vastità della mia solitudine
la poesia non la cerco
è la poesia che mi cerca
e mi chiama
come una puttana alla finestra
ed io a lei mi concedo
e mi faccio infilzare
come nel petto uno scalpello
mi faccio schiacciare
così come mi schiaccia il tempo
senza reagire
fermo, immobile
sull’incudine della mia inquietudine.
Una poesia?
No adesso no, ho tanto da fare
devo distrarmi dalle parole
e scrocchiarmi le dita.
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Commenti (1)
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Guido Buono10 marzo 2018
Condivido pienamente: non ha senso scrivere poesia su commissione. Sarebbe in quel caso solo elucubrazione e artifizio.
