O donna o fata
Peppe Cassese
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Non so quante volte ti ho visto afferrare
il cielo di carta felice di dare
il corpo ai bisogni con tutti gli annessi
di donna di strada coi raggi introflessi
in questa avventura di pagine note
tra albe vendute e tempeste devote
al santo ai miracoli al lurido aspetto
del cuore che dona il suo corpo perfetto.
O donna o signora o zingara o fata
col tuo sciabordare ti vedo inviolata
decisa a contendere il falso dilemma
se il corpo è una stalla oppure una gemma
tra il mettere in mostra le grazie volute
e l’algide rose con spine puntute
che stracciano il tempo e la pace dei sensi
sapendo di avere graditi compensi.
Sapiente scommessa di verde vestita
tu stringi coi fianchi l’essenza di vita
donnaccia o educanda sei il faro mio acceso
e il tuo paradiso sul letto è disteso
tra canti e tra cori di anime perse
con storie di lotte trovate e disperse
al caldo ed al freddo di un vuoto interiore
che gioca col sesso fingendosi amore.
©
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Peppe Cassese
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