Ulisse
Ho imboccato ancora
la strada del delirio
là dove si tocca il fondo
nel precipizio del falso infinito.
Qualcuno per dispetto
lascia sempre la porta aperta
ed io ingenuo mi ci infilo
come l’ago nella ferita infetta.
Sarà per solitudine
o forse per inquietudine
sarà che in testa mi frulla il magma
o il dogma della mia esistenza.
Chiudete quella porta
voi che avete la forza
distoglietemi da pensieri
che inducono alla tomba.
Ma voi non assumete droghe?
Voi avete dove rifugiarvi
quando di notte le larve
vi succhiano la mente?
Quando giro indisturbato
nell’accidia di questo tunnel
qualcuno mi chiama“Ulisse”
ma io non ho le prove.
©
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La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Meravigliosa, molto sentita... (Marcella Usai)
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