Scatole Ossee
Ci furono occhi
sull’impalpabile
tremula carne
Sgocciolarono nella
pietà di scatole ossee
Intersecando stridii e necrosi
da mescolare
nel solco del giglio di carne
Parole infedeli
allo sbando
fra ciglie d’unto orrore
e relitti di silenzi
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Commenti (1)
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Zima26 novembre 2007
l'autrice scava nella propria anima oscura e ci si immedesima talmente tanto da sentirsi in una camera a gas di un lager... è dura questa poesia, come deve essere stato dura scriverla, ma va a segno! molto bella!
