L’albero della violenza
Peppe Cassese
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E’ sordo e cieco
coi suoi rami secchi
bruciato interamente alle radici
dal fuoco dentro
ali distruttici
di un mondo senza pace con gli inganni
di chi marcisce spoglio degli affanni.
Ha il tronco torto
il cuore imbastardito
orfano del rancore e insofferente
del tempo odiato
debito cocente
furbescamente avvinto al bilancino
coi giorni neri e avari da scaccino.
E’ senza ardore
monco del domani
fioriero di tempeste e cieli avversi
coi sogni orrendi
tinti da quei versi
che godono giacere sul suo letto
col canto più sconnesso ed imperfetto.
E’ un cappio al collo
sagola affamata
la mela marcia nuda primavera
coi suoi trascorsi
degna acquasantiera
del cielo grigio e spento che perdura
nel solco dell’antica mietitura.
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Peppe Cassese
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