Teniamoci per mano, salviamoci
Vito Marco Giuseppe
163 poesie pubblicate
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Che colpo basso, che gran regresso
veder che la connessione virtuale
prevale su quella spirituale.
Nessuno scrive più lettere d’amore,
vedo pochi libri, solo tecnologia
e tanta insoddisfazione.
Ma i nostri avi, i benpensanti di una volta,
cosa direbbero di questa svolta?
Non oso immaginare... Si potrebbe anche ridere
se non ci fosse da piangere.
Anche il caffè non è più un piacere,
dove nei bar c’è solo musica e tanta confusione.
Musica ad alto volume, per non dialogare,
per riempir forse un vuoto esistenziale.
Quanta tecnologia che interferisce
con la frequenza della coscienza,
troppe invenzioni e cattive intenzioni.
Ed io, sempre più triste e silenzioso,
in questa società di gregari
spaventati dalla voce dei loro cuori.
Si, lo ammetto, ho bisogno di contatto,
di vera presenza e magari anche di conforto.
Teniamoci per mano, guardiamoci negli occhi...
Ristabiliamo i veri valori
formiamo un grosso cerchio e apriamo i nostri cuori.
Teniamoci per mano, salviamoci...
Purifichiamo l’anima e la ghiandola pineale,
riattiviamo la nostra connessione primordiale
e creiamo una stazione ricevente
che si connetta con il cuore e con la mente.
©
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Vito Marco Giuseppe
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Molti punti del tuo pensiero sono anche i miei. (Antonella G)
Eh... la sterilità della tecnologia (Mina Cappussi)
Poesia condivisa totalmente! bravo! (Patrizia Ensoli)
Commenti (1)
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Patrizia Ensoli3 aprile 2018
In questa bella poesia ritrovo quel profondo disagio e bisogno che ultimamente sta attraversando il mio cuore. Dove tecnologia e connessioni sembrano apparentemente unire, io trovo sempre più isolamento, vuoto e solitudine ... dove le parole abbondano la superficialità dilaga. Com’era bello il tempo dei sorrisi faccia a faccia dei dialoghi dritti dentro gli occhi! Opera che mette in luce l’alienazione dei nostri tempi " tecnologici".

