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Riflessioni 31 marzo 2018 · lettura 2 min · 2190 letture

Teniamoci per mano, salviamoci

Vito Marco Giuseppe 163 poesie pubblicate
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Che colpo basso, che gran regresso veder che la connessione virtuale prevale su quella spirituale. Nessuno scrive più lettere d’amore, vedo pochi libri, solo tecnologia e tanta insoddisfazione. Ma i nostri avi, i benpensanti di una volta, cosa direbbero di questa svolta? Non oso immaginare... Si potrebbe anche ridere se non ci fosse da piangere. Anche il caffè non è più un piacere, dove nei bar c’è solo musica e tanta confusione. Musica ad alto volume, per non dialogare, per riempir forse un vuoto esistenziale. Quanta tecnologia che interferisce con la frequenza della coscienza, troppe invenzioni e cattive intenzioni. Ed io, sempre più triste e silenzioso, in questa società di gregari spaventati dalla voce dei loro cuori. Si, lo ammetto, ho bisogno di contatto, di vera presenza e magari anche di conforto. Teniamoci per mano, guardiamoci negli occhi... Ristabiliamo i veri valori formiamo un grosso cerchio e apriamo i nostri cuori. Teniamoci per mano, salviamoci... Purifichiamo l’anima e la ghiandola pineale, riattiviamo la nostra connessione primordiale e creiamo una stazione ricevente che si connetta con il cuore e con la mente.
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Eh... la sterilità della tecnologia (Mina Cappussi)

Poesia condivisa totalmente! bravo! (Patrizia Ensoli)

Commenti (1)

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Patrizia Ensoli3 aprile 2018

In questa bella poesia ritrovo quel profondo disagio e bisogno che ultimamente sta attraversando il mio cuore. Dove tecnologia e connessioni sembrano apparentemente unire, io trovo sempre più isolamento, vuoto e solitudine ... dove le parole abbondano la superficialità dilaga. Com’era bello il tempo dei sorrisi faccia a faccia dei dialoghi dritti dentro gli occhi! Opera che mette in luce l’alienazione dei nostri tempi " tecnologici".