Contiguità
Contiguità inespresse
s’insinuano
furtive
tra le parole della mente
a sussurrare
nel breve intervallo di un respiro
degli altri più profondo
le arcane ragioni
perlopiù inattese
che
al di là d’ogni sembiante
dietro
la fortuità di un incontro
sempre
magicamente
si dissimulano.
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Commenti (1)
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Antonio Terracciano5 aprile 2018
Sembrerà strano ai più (in questi tempi moderni dell’imperante poesia in versi liberi), ma quelle "contiguità inespresse [ che ] s’intrufolano furtive" alle quali si riferisce l’autore di questo breve componimento, io le trovo nelle costrizioni della metrica, e forse ancor più nella ricerca delle rime. Il pensiero, infatti, in questo caso, deve per forza deviare dalla via maestra iniziale (dall’ispirazione originaria), per rispettare le regole, e spesso è proprio lì, in quelle stradine secondarie della ricerca, che trova quelle inaspettate associazioni di idee che un pensiero più lineare (come quello della prosa) più raramente riesce a incontrare. Preciso comunque che questa è solo la mia lettura personale del testo.