Un punto d’appoggio
Nella vuota
penombra
senza senso e speranza
che avvolge
la tua vecchia stanza
avverto
il peso del tormento
che da lunghi
indistinguibili anni
curva
le tue spalle.
Come un testimone
impotente
ascolto
l’implacabile disquisizione
sul senso della Vita
che inafferrabile
da sempre
elude
la tua comprensione.
Frutto malato
di una rabbia cieca
sono le colpe
che tu Le attribuisci.
I mostri
che col tuo arrovellarti
instancabilmente
hai generato
e che un giorno dopo l’altro
divorano la tua esistenza
da te solo
traggono vigore.
Destinato
a lenta consunzione
schiavo
di un’atavica incompiutezza
al di fuori di te
ancora
ti ostini
a cercare conforto!
Finché il Tempo
si mostra clemente
più non esitare!
Abbandona
le perverse istanze della ragione
poggia
dolcemente
la tua mente stanca
sul tuo cuore!
Solo allora
forse
l’intricato costrutto
di inganni e miseria
che sulla tua vita
e sul mondo dattorno
invisibilmente grava
insieme
solleveremo.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
molto apprezzata poeta (Sara Acireale)
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Sara Acireale9 maggio 2018
Il Poeta si sente testimone impotente di fronte al travaglio interiore di un caro amico, al suo arrovellarsi senza costrutto. Vorrebbe aiutarlo ma si sente con le mani legate, un po’ come succede a tutti noi di fronte a qualcosa che non riusciamo a comprendere. Secondo Archimede (come scrive l’autore nella nota) l’unico punto di appoggio dovrebbe essere la nostra anima. In una società materialista penso anch’io che il migliore rifugio è l’anima, cioè la parte più spirituale dell’essenza umana. Sono versi che fanno riflettere sulla nostra condizione umana.
