All’unisono
Come
carne da macello
per i baccanali dell’Orrore
in file serrate
andavamo a morire.
Piegati
sino a sentire nella gola
il fetore malevolo
di quella terra oscura
bersaglio
delle nefandezze
di chi mai ha conosciuto il sorriso
o nella propria
miserevole esistenza
lo ha scambiato
col ghigno del potere
nulla più
chiedevamo alla Vita
se non
la vita stessa.
Ma il nostro tempo
era finito!
Come
se i nostri passi
percorressero
un sottile crinale
che di due mondi paralleli
mostrasse
più vere prospettive
ormai liberi
dal giogo della carne
di quel fatidico vespro
contemplavamo
l’inattesa bellezza.
Avvolti
in un’unico
struggente abbraccio
esalammo
l’ultimo respiro!
§
Attraverso
i neri cancelli della Morte
rifulgevano
le prime stelle
e più
non sembravano lontane.
All’unisono
come un’unico stormo d’anime
nel cielo
disegnammo
mirabili chimere.
©
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