Terga d'amore
Carnosa pesca inghiotte lo sguardo
riempiendo l’orizzonte dei sensi
protendo, ad umettare, la lingua
nel caldo tuo solco avviluppante
custode di ferita dischiusa;
tonde guance, abbraccio fra mani
inalando gli afrori d’invito
bianche mezze lune vacillano
aspettando un turgido contatto
a spegnerne di lava l’approdo.
Mi accogli fra percosse di ventre
nei suoni di un vischioso riflusso
arretri, accorciandomi strada
contrai ad abbreviarne la meta
nel caldo pertugio più segreto.
- inarchi la schiena contro il fiato –
Conti le mie vene da pareti
e vesti di palpiti le spinte
nel fuoco che risale alla gola
ardendo in rochi gemiti muti
perdendo la misura del tempo.
©
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Commenti (1)
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Paolo Ursaia30 novembre 2007
Sensualità raffinata, di mente, di cuore, e di corpo. Versi sapienti, armonici, per una poesia gradevole, intrigante
