La più brutta
Peppe Cassese
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E te ne scrivo una brutta assai
schifosamente madida di cacca
e dato che dal fango non si stacca
lo induco a fecondare corna e lai.
E metto sulla carta i forse e i mai
convinto che risulterà patacca
e chiudo i suoi precordi con la biacca
onde elencare centomila guai.
Infine la riduco a una poltiglia
coperta di pelame puzzolente
e visto che poi in fondo mi somiglia
le lascerò soltanto qualche dente
pochi capelli un occhio e mezza ciglia
così potrà mostrarsi egregiamente.
©
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L'autore
Peppe Cassese
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Colpita e affondata!... Grande! (Lara)
Mi fa mprissioni, bedda matri! Ma è fantastica. (RitaLM)
Anche volendo farle brutte... non ci riesci! (Gerardo Cianfarani)
Commenti (1)
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R
RitaLM29 maggio 2018
Ancora un sonetto maiuscolo, guidato da una ironia capace di toccare qualsiasi tema, senza entrare nel banale; anzi l’argomento è svolto con vera maestria e padronanza ritmica e verbale, guarnito da metafore di alta classe.
