M’incammino
M’incammino
verso la mia solitudine
dove tutto è greve
la mia penna più non scrive
e i poeti hanno smesso di aspettare
annusano i gerani alla finestra
il tempo è pioggia
l’aria è fresca
e il sole sgrana nella mano inferma.
M’incammino
senza più il saltello
che mi faceva dipingere la luna con lo sguardo
riempiendo i fogli del mio amore
consapevole di non avere scampo
ma lo stesso a lottare
contro le fiamme del mio cuore.
M’incammino
con suole consumate e tasche sfondate
come fosse l’ultimo Rosario
senza nessun rimpianto e nessun rancore
di chi ha prosciugato questo mare
per poi dileguarsi e nel dare spiegazione
che è tutto un gioco della mente
coincidenze, paradossi e supposizioni.
Hai ragione
hai vinto tu, non esiste niente.
©
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