Intro
E adesso cosa dovrei fare
ammainare le bandiere
arrampicarmi sui rami
e aspettare la mia luna?
Magari farci all’amore
per scongiurare la paura
e perdermi nei labirinti
di una notte scura.
O forse annichilirmi
in orgasmi spasmi
dementi sensazioni
a cui più non credo.
Sono uno scheletro
che cammina all’indietro
affondo i passi nel fango
e nel mio sangue imputridito.
Nel ricordo emaciato
dentro fauci di vetro
sento un sapore strano
misto d’amaro e di morte.
Ammaino le vele
la sorte è l’unica rosa
che ha profumato
la mia incongruenza.
In questa notte di scirocco
dove c’è ancora chi crede
c’è ancora chi ama
io affogo nell’impossibile
nell’impalpabile me stesso.
©
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