Natura abhorret vacuum (La natura detesta il vuoto)
Peppe Cassese
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Amante del pelo e del verso scomposto
ti attardi a rasare la luna nel cielo
con raggi di sole rubati ad un melo
felice e contento del mondo supposto.
La sillaba scorre nel vano preposto
così attorcigliata che fa uno sfacelo
nell’anima nuda prestata al vangelo
dal gelo ben caldo del coro interposto.
E molli pensieri pedanti e pomposi
si affannano in giro col tuo rinsavire
sentendoli adulti bollenti e villosi
ma astruso e puntuto continui a frinire
coi salti e coi passi drogati e cisposi
e ancora una volta sai il nulla vestire.
©
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Peppe Cassese
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Le sensazioni lasciate dai lettori.
Ogni verso un incanto. (RitaLM)
Commenti (1)
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RitaLM9 giugno 2018
Veramente speciale questo sonetto, tutto particolare e felicemente personalizzato, dove l’autore riesce a riempire un vuoto, che altri non sono in grado di fare, invitando chi legge a cercare di colmare ogni spazio, con arte, professionalità, condite da un tocco di ironia.
