Seduto alla scogliera
Carlo Sorgia
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Trascorro il tempo seduto alla scogliera
contando mille vele all’orizzonte
che si inseguono giocando tra le boe
mentre gli occhi diventano fessura
nel momento che precede il crepuscolo.
Conto gli errori del vissuto,
e quelle vele in fondo,
drappello candido,
nelle serate sempre più piccine.
Mi seduce il luccichio del mare
quando inghiotte il sole,
nel temerario scontro tra giganti
e l’emozione rapisce il fiato.
Mi perdo ad ogni replica
attendendo l’alba del domani
per ammirare ancora.
©
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L'autore
Carlo Sorgia
Molto impegnato nel lavoro, mi sono avvicinato alla poesia in maniera sistematica solo di recente. Attratto da tutte le forme di creatività, nessuna esclusa, scrivere credo completi questa mia voglia di esprimermi, la pittura mi completa. La mattina al risveglio mi meraviglio ancora e mi stupisco per i colori e i p
Commenti (1)
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Berta Biagini5 luglio 2018
Quel sentire dell’autore che coinvolge è veramente unico – le sue parole lasciano il segno e come al solito fotogrammi passano davanti ai nostri occhi. Mi è piaciuto quel rincorrersi delle vele tra le boe, sembra quasi giochino a nascondino con il crepuscolo, mentre il poeta si fa un esame di coscienza per il passato.

