Vent'anni
E adesso che è finita
tu cosa inventerai?
di questa sporca vita
tu quasi niente sai.
Non piangere, bambina
non piangere perché
nei giorni che verranno
io non sarò con te.
Sarà perché a vent'anni
non si ha nessun timore
di vivere la vita
giocando a far l'amore.
Sarà che mi piacevi
come io piacevo a te,
tu così bella e stupida
persino più di me.
Ma stupida non eri
con quella tua ironia,
con quelle dolci ciglia
intrise di follia.
Ma bella come il sole
lo eri sempre tu,
lo sei persino adesso
che non mi piaci più.
A volte ci bastava
per essere felici,
una serata al cinema
oppure cogli amici,
alzare gli occhi al cielo
per poi contar le stelle
e ricontarle ancora
ma sulla nostra pelle.
Sarà perché a vent'anni
si vive per davvero,
non si ha nessun rimorso
di amarsi per intero.
Sarà che mi volevi
come io volevo te,
tu così stronza e libera
persino più di me.
Ma adesso che è finita
tu cosa inventerai?
di questa sporca vita
tu quasi niente sai.
Non piangere, bambina
non piangere perché
chi mi starà vicino
non sarà come te.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
G
Gelon27 giugno 2008
Dramma della separazione visto sotto un' ottica introspettiva nuova e originale. La crescita che porta alla consapevolezza, la razionalità che sostituisce la follia, passione d' amore tipica dei venti anni. Il ritmo incalzante e le rime rendono la poesia piacevole, il lessico semplice ne fa quasi una filastrocca. Piaciuta... nella sua semplicità