Messina 1908- 2008
Quel ciel che d' improvviso, si fece così cupo. Quel lampo che d' un tratto, tinse il cielo. Quel bianco tristo
Quel ciel che d' improvviso, si fece così cupo. Quel lampo che d' un tratto, tinse il cielo. Quel bianco tristo
Un pallido chiarore illumina il mio volto, immagine del mio corpo provato, cicatrice d' un dolore patito, di un amore
E così nel pieno dell'alba di una giovinezza che scorre veloce, come un treno diretto, che lascia gli astanti
Occhi espressivi di cielo cobalto, candida pelle di bianco deserto, lieve andatura col tuo fare incerto, odore di rosa c…
Indifferenza di dei ignavi, immobili di fronte a questa pioggia di dardi avvelenati che rendono fuoco il mio cuore di
Rumore di passi d' incerto cammino, del truce disegno crudele destino, antico eco d' un triste passato, di duro dolore
Il tuo volto riposato nel chiarore dell'aurora, d' un corpo addormentato, nella pace della dimora. Restare qui
Nel mezzo del frastuono circostante Silente, tu passi inosservata, tu che con la tua bellezza abbacinante, avresti d'
Semplice nella tua chiara bellezza, ammaliante nei silenti movimenti, basito, mi ipnotizzano i tuoi gesti seducenti,
Chi sei o tu signora, che silente t' avvicini, che con lo sguardo vuoto mi fissi attentamente, candida per carnagione,
I corpi senza vita degli oggetti accanto a me, il silenzio che pervade questo spazio desolato, il buio che crudele avvol…
L’ azzurro delle lenzuola era il cielo ove noi gabbiani volavamo, teatro dell’ avventura di una sera la quale
Davanti alla mia carta eccomi, all’ ora tarda sudato e tormentato, davanti ho te stupenda, eccoti, immagine d’ oblio
Ricordi il vento che c’accompagnava? che t’accarezzava piano il viso? che sornione accanto a noi, sì, ci osservava?
Donna sei tu musa d’ogni mia poesia Donna, ultimo fine della mia esistenza. Donna droga di cui son dipendente Donna
La candida e tenera carnagione, Il divin sapor della tua pelle, comincio a provar sta sensazione mirando il cielo ove
Il rosso della sera colora questo cielo, il mare agitato si infrange su di me, mi trasporta a piacimento, inghiottendomi…
Guardare nei tuoi occhi di cobalto e ritrovarmi trasportato in paradiso, sì mettere due versi per inciso, e verso il
Ti miro infreddolita sonnecchiante, avvolgerti tra candide lenzuola, tu regina nel mio cuore sei la sola, ed io reso
E ci accompagnan queste lievi note Avvolgon le tue forme delicate Così vivo ore già fantasticate Nelle quali il mio cuor…
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