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Riflessioni 4 agosto 2018 · lettura 1 min · 1029 letture

La vergogna

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Demetrio Amaddeo 656 poesie pubblicate
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Se la vergogna non avesse il sopravvento avrei avuto un altro atteggiamento e senza ritegno avrei sfidato anche il vento. E invece nella gola ho scaglie di cemento braccia pesanti come fossero di marmo e nello stomaco pugni dilanianti che sfinirebbero una mandria di bisonti. Se la vergogna fosse al popolo bandita o concepita come trasparenza ambita sventolerei il vessillo di questo fallimento. E invece seppellisco polvere sotto altra polvere e con le mie macerie altre macerie si nascondono fino a costruire megalopoli di piramidi sospese nella nullità di imprese e ceneri fangose. Se la vergogna non fosse perseguita e umiliata da un’ipocrisia infinita molti uomini, donne e me compreso uscirebbero lindi e sorridenti dai cunicoli fuori dal buio, dai pregiudizi e dalle tombe braccia al cielo senza più paura di condanne.
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Commenti (2)

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Antonio Terracciano4 agosto 2018

Come al solito coraggioso nel mettere a nudo il suo animo, il poeta, piuttosto paradossalmente, non prova vergogna di farci sapere (usando anche delle belle rime) che uno dei suoi maggiori handicap nella vita è stato proprio quello di provare spesso troppa vergogna, quel sentimento che attanaglia forse particolarmente il nostro mondo giudaico- cristiano ("Adamo ed Eva si accorsero di essere nudi e ne provarono vergogna", si legge nella "Genesi") , e che invece sarebbe meglio (ma chi ci riesce?) mettere in secondo piano, perché il non avere timore di essere osservati e giudicati dagli altri può aumentare le possibilità di conoscere meglio noi stessi e, se è il caso, di trasformarci.

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Paola Pittalis4 agosto 2018

La vergogna è un limite alle nostre azioni, l’autore ha espresso bene il concetto. Condivido il pensiero,