Il mio sonno
È nel sonno che mi riconosco
dove tutto è nero, giusto e profondo
la parola è un canto di silenzio
e tutto si ricongiunge al sogno
di un bambino che corre sulla spiaggia.
È il sonno il gesto più sincero
ed io sono pietra che respira desiderio
sono carne che traspira amore
un puledro di libertà e pace.
Il sonno è la mia compagna
il mio prete e il mio confessionale
è il mio Dio che non mi chiede il come
e non giudica la mia intenzione.
Chiudo gli occhi e annullo la mia vita
la mia ragione e la mia spina
chiudo gli occhi al mio male quotidiano
e non ho chiodi da strappare ai miei gerani
chiudo gli occhi e mi abbandono
all’assoluto mio perdono
chiudo gli occhi e non ho più paura.
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Commenti (1)
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Antonio Terracciano7 agosto 2018
Sono da tempo portato a pensare che, tutto sommato, la vita sia poco più di un’illusione, e che la nostra vera dimensione sia la morte. Ecco perché amiamo tanto il sonno: sospende le attività vitali, le pene, le angosce, i dolori e, magari allietato da un sogno colorato che ci fa tornare alle nostre spensierate esperienze fanciullesche, ci conduce con grazia alle soglie di quello che sarà finalmente il nostro eterno destino (è per questo forse che molte persone desidererebbero morire nel sonno) . Sono, queste, considerazioni che possono nascere nella mente di chi legge attentamente la profonda poesia di Demetrio Amaddeo.