Con la punta delle dita
Tra profumi
conosciuti
nell’aria percepisco
ciò che mai
razionalmente potrei definire
perché
la memoria
solo il ricordo di ciò che non è
mi fornisce.
Ad un odore
s’avvicina
ma
un’aberrazione dei sensi
altresì
potrebbe essere.
Come fosse
il sapore mutevole
del Tempo che passa
il suono arcano
di una lingua
che non necessiti di labbra
per raccontare
l’irraccontabile
e il tocco lieve
di coloro
che questo mondo
con noi più non condividono
insieme
intimamente fusi.
Lucente
profilo della Notte
che
con la punta delle dita
un cieco dalla nascita
meglio
di chi creda di vedere
potrebbe
riconoscere.
©
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