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Ribellione 10 dicembre 2007 · lettura 1 min · 3203 letture

Ingiustizia

Paolo Ursaia 1236 poesie pubblicate
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Quale, o Signore, l’estrema ragione nel morir d’un fiore, innocente e senza peccato? Quale Padre lascia soffrir i figli più puri, e prosperar i rei? Non è il fine mio cercarti invano in volontà insondabili, in pensieri inesplorabili, ma la pietà dei simili. Ti prego, lascia ch’io riconduca alla madre una figlia; e se necessita, prendi me, stanco d’un duro, incomprensibile soffrir.
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A volte, non ce la faccio. Non è sempre facile, nè consolante, credere...

L'autore
Paolo Ursaia

Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con

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Commenti (4)

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M
Mara6010 dicembre 2007

Dolore vero, sconvolgente, che mette in discussione tutto; versi duri, che colpiscono. E commuovono.

L
Luigino P10 dicembre 2007

Dolore immenso per ciò che l'umano non sa capire, per le ragioni del buon Dio a noi incomprensibili, per il Suo disegno a volte molto crudo. Ma gli Angeli ci sono e attendono il ricongiurgersi degli spiriti terreni.

G
Gerardo Dadamo22 dicembre 2007

sei chiaro nelle tue esposizioni e mi sembra qualcosa di tanto reale

M
Maria Francesca22 dicembre 2007

Poesia molto forte, la solitudine di fronte alle inspiegabili tragedie che vediamo così vicine ci lascia attoniti e vinti. Preziosa questa poesia.