Tentacoli della solitudine
Patrizia Cosenza
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Sussurra ancora il soffio mattutino
una carezza di brina su un fiore dell’ultimo prato
l’odor di naftalina nei cassetti insieme ai fiori secchi
fotografia in bianco e nero.
Valica al galoppo più veloce della luce la tecnologia
cemento armato e solitari marciapiedi
muri alzati da uomini d’affari mescolando oro nero
dentro un calderone
sotto il grande cielo
con potenza e sgomento
sorretti da bastoni di vecchi tristi
raccolti nei cenci di cappotti grigi
consumati dal tempo
consapevoli di una trasformazione celere.
Girano lente bobine di pellicole
osservando avvenimenti
di un tempo scandito da gesti
oramai solo sequenze mute
di fame malattia e guerre sacre
tentacoli di un passato
ormai ingoiato e vomitato
oggi fotocopiato.
©
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Patrizia Cosenza
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