Quanno la volpe acchiappa l'uva
Paolo Ursaia
1236 poesie pubblicate
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C’era na vorta
‘na tipa triste,
tutt’artro che carina,
‘mpegnata a recita’ la parte
de fa’ la sessantottina.
Nun cacciava ‘na lira,
pe’ lotta’, diceva
como una che se la tira,
contr’ar capitalismo.
Gli omini,
li voleva colti;
ma er sospetto de tanti
era che li volesse
co’ li soldi,
e pure molti.
I ggenitori glie comprorno
puro ‘na casa,
stanchi
de vedella fa’ la pazza;
la proprietà
sarà puro ‘na cosa borghese,,
ma avendoce quella
er cane de razza,
ce volle pure er prato inglese.
L’omo poi l’ha trovato;
si è colto nun lo so,
ma pe’ non fasse rompe,
‘n diamante gl’ha comprato.
In polemica co’ li ricchi,
cercando popolazioni primitive
‘n mezzo a la natura,
ieri so’ partiti…
p’anna’ alle Maldive.
E’ proprio vero:
pe’ certa gente,
gl’ideali è facile avelli;
è metteli in pratica
che nun ce pensa pe’ gnente…
©
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L'autore
Paolo Ursaia
Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con
Commenti (2)
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M
Mara6014 dicembre 2007
Ridendo, l'autore traccia una durissima critica dei vari conformismi, qualsiasi essi siano. Armonia ed impegno.
D
Daniela Mazzotta14 dicembre 2007
E' vero con il dialetto si esprimono con il sorriso pensieri grevi Gli ideali e chi ha più gli ideali Una volta si moriva per gli ideali E poi l'ipocrisia della gente non si può premeditare purtroppo
