Alla vicina risanata

Il ciclamino soffre al tuo balcone
rigonfio del suo duolo e vuol morire
e l’orchidea che piange e si dispera
vorrebbe almen compagne in sfogo amico.
Basilico che mano più non coglie
rimpiange e inoperoso sta appassendo.
la vita sua è finita se ancor tardi ...
e al cielo stà gridando il tulipano.
Pur consone al torpor le piante grasse,
di lor freddezza più non sembran paghe.
D’eclissi il sole parve preda a un tratto
e a lungo vinse il senso d’abbandono.
Un muro innatural frapposto appare,
deserto e desolato ora il verone
dove per tue faccende ti mostravi
nel breve capolino incontro al sole.
Il mal ti colse un giorno di sfuggita
e il tuo vicin soffrì, col nodo in gola.
Ti aspetta ora in conforto chi ti stima
e accanto ti rivuole ritemprata.
Ritornerai in passeggio lieta in viso:
in vero fu un gran colpo, un gran timore
come ora il tuo ritorno un gran sospiro!...
“ E’ stato niente, cara. Bentornata!”
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L'autore
pompeo conte
Diploma "TIM e vari altri di natura professionale, ma la passione più profonda è verso le materie letterarie, che lo fanno sentire un eterno studente. Conoscenza di diverse lingue straniere, con permanenze all’estero. Ogni risultato nella vita è sempre giunto con un certo ritardo, ma va bene anche così. Pensionato, ris
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Molto piacevole, soprattutto nella prima parte. (Nicole Biffi)
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