Velenoso amore
E tornerai da me sbavando amore
tornerai con quel solito pallore
del tempo che segna e non perdona.
E m’ingoierai in un boccone
appagando l’infinita fame
d’essere priva di quell’appendice
che gocciola miele ma non nutre.
E t’aspetterò sornione
con il petto gonfio del mio banale
e con quello che ti riservo sempre
ampolle colme di bolle velenose.
Quando mi sarai davanti
non esiterò a venirti incontro
strisciando le ginocchia
come un verme cerca la sua carne.
E mi disseterò alla fonte
succhiando siero dal tuo imene
per compensare deficienza
e per raggiungerti nell’Olimpo
della femminile magnificenza.
Oh tu Dea del male
che catturi l’essenza dell’anima animale
tu sirena del mio piacere
ricongiungimi con il silenzio
la pace perduta della mia dolce placenta.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!