L’anno giusto
Peppe Cassese
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Si è presentato nudo come un verme
coi rami secchi in alto in basso e al centro
convinto di giocare con la sorte
tra un canto di poeta e un arlecchino
capace di combattere la guerra
per meritare almeno una medaglia
sospesa tra il decoro e la mitraglia
e non conosce ancora il suo domani
nascosto tra le pieghe delle mani.
Si è proclamato storico e vincente
il santo incantatore del successo
sicuro di non vendere bugie
ai saltimbanchi ai ciechi e ai questuanti
nel giorno consegnato all’inventario
per mettere a tacere il bollettino
che si accompagna al pane con il vino
e siede alla tua tavola invitato
col suo futuro appena incominciato.
Si crede tra quei tanti l’anno giusto
l’imperatore avido del vero
coperto dal mantello del coraggio
nel mare intemerato dell’essenza
fidente nello scorrere del tempo
per coltivare i semi dell’ardire
legati in ogni senso all’avvenire
e invita a destra e a manca in questo corso
di bere insieme a lui almeno un sorso.
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L'autore
Peppe Cassese
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La poesia giusta per l’anno giusto. (Giuseppe La Marca)
Commenti (1)
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RossodiSerasiSpera4 gennaio 2019
E come ogni anno anche questo sarà quello giusto, coerente con il passato legato a quello futuro (anno). Chiedersi di che male morire è meglio che illudersi di quella vita che non vuole cambiare. Però finché c’è vita c’è speranza, forse le batte tutte. Attendiamo, per un’altra fine ci vuole un altro anno.
