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Fantasia 3 gennaio 2019 · lettura 1 min · 913 letture

Dialogo sulla morte tra un credente e un miscredente

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Antonio Terracciano 1000 poesie pubblicate
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"Per me non ci sarà nessuna pace, per me che credo nell’eterna vita dell’anima, perché più d’un loquace essere troverò nell’altra vita: mi rimprovererà, con sua mordace lingua, d’errori in mia terrena vita, e certamente non sarò capace di sconfitte obliar di quella vita! " "Conquisterò invece, finalmente, io quel prezioso premio ch’è la morte, che con me sarà buona, assai clemente: per sempre chiuderà quelle sue porte al mio passato, che diverrà niente; io godo già di tanto grata sorte! "
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L'autore
Antonio Terracciano

Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'

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Commenti (2)

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RossodiSerasiSpera4 gennaio 2019

Accontentarsi di ciò che già si gode è gratitudine ad una vita che spesso non è clemente, ambire poi ad una seconda vita (quella dell’anima sicuro) con il rischio di ritrovarci intorno chi non vorremmo, beh in ogni caso, ora, possiamo solo immaginare una pace che non è così scontata come la morte. Non vi è certezza ma solo speranza... Una riflessione importante che apre ad altre riflessioni.

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romeo cantoni4 gennaio 2019

«Per me si va ne la città dolente, per me si va ne l’etterno dolore, per me si va tra la perduta gente.