Il desiderio di strappargli un grido
Elisabetta Randazzo
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Vorrei fermare i suoi pensieri
quando la luna bacia la notte
e veglia nel mio sonno.
Non voglio gemere invano
erede del suo spirito
appeso sul mio cuore
Ho abusato dell'anima
giocando con i sensi
essenze profumate
da un calice
di labbra avide.
Attraverso il piccolo varco
soggetti d'illusione le mie carezze
semplicemente rivestite d'amore
a sfiorare con la mente
il suo umido corpo.
E si trasforma in sospiri
il desiderio di strappargli un grido
caldo vapore che sale nel cielo.
©
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L'autore
Elisabetta Randazzo
Mi chiamo Elisabetta Randazzo e vivo in Sicilia, a Bagheria. Da piccola amavo stare in compagnia di mio nonno, Antonio Landolina, amavo stare con lui perché tra le altre cose era anche un Cantastorie e m’incantavo ad ascoltarlo. Non credevo di poter scrivere, in quel tempo… ma con il passare degli anni sentivo cresce
Commenti (2)
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Paolo Ursaia17 dicembre 2007
Sensualità, quasi palpabile; eros non volgare, di sensi, di cuore, di mente. Poesia calda, vibrante, molto gradevole, da leggere lentamente...
Antonio Sammaritano25 maggio 2008
questa è una delle più interessanti poesie erotiche di Elisabetta, tra le tante che ho letto. Elisabetta attinge tra i vari colori dell'argomento eros ponendolo al lettore sotto variegati profili. Inevitabilmente chi legge vi si vedrà specchiato. Sicuramente non ripetitiva nè banale.


