Padre
Padre,
quanto tempo ancora ti resta,
quante candele ancora spegnerai
in inutili compleanni
cercando compagni
che più non possono risponderti.
...pace non ti concede il tempo.
Altro è quello che avevi sperato,
boccone amaro che non s’inghiotte...
Discosto, ti guardo,
tronco rugoso e tormentato di ulivo
non più capace di dar frutti.
La fissità dolente del tuo sguardo
calpesta il ricordo di passati dolori
dalle lacrime non sciolti.
...trepida nostalgia.
Gli sterpi che giovane hai bruciato
ora sono insicura cenere non raccogli...
Pastore di sogni
quale nome daremo al vuoto
che ti assale
qui dove uomini esausti
danno voce alla solitudine.
...più non ti riesce di ricordare
il ragazzo che sei stato. Forse
troppo hai vissuto per stupirti ancora...
Padre
di lontano ti guardo e
conto in viso le tue rughe,
dolori cicatrizzati, riverberi
d’incerta, soffocata luce.
...quale giustificazione saprò darmi
per questo tuo odierno, insano vivere
che - ti avevo promesso - avremmo rifiutato...
Padre,
non imporrò alle mie inquiete notti
il ricordo di quest’ultimo tuo tempo.
Se lo puoi vivi e dimentica.
Morto,
voglio pensarti giovane per sempre.
©
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L'autore
Aledam
Ho volutamente cancellato precedenti notizie che non giudico più essenziali e che derivavano dal fatto che, sul Web, compaiono Aledam che non son io. Il mio ALEDAM non è che un acronimo tra il mio nome e cognome: ....ale Dam... Sono un milanese ora trapiantato a Monza Scrivo da sempre.
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